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Come si fa la diagnosi di tipo di obesità?
 
 
 
 
 
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Esiste una diffusa disinformazione sulle cause della obesità. Molti credono che l' obesità sia provocata da malattie endocrine, ma in realtà non è quasi mai vero. In quei pochi casi in cui l' aumento di peso dipende dalle malattie endocrine si tratta prevalentemente di ritenzione di acqua.
È abbastanza semplice distinguere la psudo-obesità da accumulo di acqua dall' accumulo di grasso perché i osservano grandi variazioni di peso in tempi brevi. Quindi se vediamo che il nostro peso cambia di 1-2 kg nell' arco di 1 o due giorni dobbiamo pensare a variazioni del contenuto di acqua nell' organismo, e non di grasso.

Un passo importante per affrontare i problemi legati all'obesità/soprappeso è diagnosticare la causa. Ci occuperemo qui delle principali.
Principali disturbi endocrini:
Insulinoma, ipotiroidismo, acromegalia (potenziamento muscolo ed osso)
Insulinoma:
è una situazione in cui il pancreas secerne una quantità eccessiva di insulina rispetto al fabbisogno ed agevola il deposito di grasso nel tessuto adiposo. In alcuni dei soggetti che soffrono per questa malattia vi può essere un vero aumento di grasso
Ipotiroidismo:
molti credono che le disfunzioni della tiroide possano provocare obesità, ma in realtà solo la ridotta funzione della tiroide (ipotiroidismo) può provocare aumento di peso, ma soprattutto per ritenzione di acqua, e come abbiamo detto l' acqua non ha nulla da vedere con il grasso. In realtà va detto che la eccessiva funzione della tiroide (ipertiroidismo) può provocare perdita di peso sia perché accentua il metabolismo, ma soprattutto perché provoca perdita del tessuto muscolare. Per questo motivo è assurdo usare gli ormoni della tiroide per dimagrire perché in realtà provocano perdita del muscolo - torneremo su questo argomento in seguito.
Acromegalia:
in questa malattia provocata da un adenoma dell' ipofisi in genere si espandono gli altri tessuti (osso, muscolo, organi interni) ma non il tessuto adiposo.
Farmaci:
alcuni farmaci tra cui gli antidepressivi, con un meccanismo che agisce sul senso di fame e sazietà, ed i beta bloccanti con un meccanismo di blocco della distruzione dei grassi possono indurre od agevolare la deposizione dei grassi. Anche molti altri farmaci possono influire sul peso, ma i più diffusi sono probabilmente alcuni antidiabetici (glitazoni, sulfaniluree)
Forme congenite associate a malattie su base genetica:
si tratta di malattie rare in genere associate a deficit mentale ed a malformazioni
Iperfagia:

la maggior causa di obesità resta comunque la eccessiva ingestione di calorie. Le cause possono essere moltissime e possono spingere il soggetto a mangiare molto ai pasti, al di fuori dei pasti, di giorno o di notte, e nei casi più complessi a mangiare e poi vomitare per i sensi di colpa

 

Alcune brevi note di terapia

ovviamente la terapia più importante è la dieta, intesa come riduzione della quantità di calorie ingerite. Un altro aspetto è la attività fisica che serve a consumare energia. Nei primi 40 minuti circa di attività fisica l' organismo utilizza come carburante principalmente gli zuccheri e successivamente inizia ad utilizzare i grassi depositati. In sintesi quindi per dimagrire la attività fisica deve durare almeno 1 ora al di.

      Esistono dei farmaci per combattere l' obesità che non sostituiscono ma integrano la terapia dietetica. I principali sono:

1-Orlistat: questa sostanza riduce l' assorbimento del 30% circa dei grassi alimentari a livello dell' intestino, e non esercita azioni farmacologiche nell' organismo. Quest' ultimo aspetto è ovviamente un grande vantaggio. I grassi non assorbiti vengono espulsi con le feci, e quando se ne introduce una quantità eccessiva provocano  diarrea (steatorrea). Quindi in persone che usano orlista la diarrea indica inequivocabilmente un errore dietologico

2-sibutramina. E' una sostanza in grado di ridurre il senso di fame. Va usata nelle obesità resistenti a terapia, quando vi sia un pericolo per la salute. La principale controindicazione è la capacità di indurre ipertensione. Ciò non vuol dire che gli ipertesi non debbano usare la sibutramina se è necessario, ma debbono usarla con stretto ed assiduo controllo medico. Infatti nella maggior parte dei casi la ipertensione risponde bene al calo di peso.

3-integratori alimentari. Esistono sostanze in grado di togliere l' appetito perchè sostituiscono il pasto e danno un certo senso di sazietà. Purtroppo l' effetto è piuttosto evanescente e dopo un paio di ore lasciano con più appetito di prima. Peraltro di recente è stato messo in commercio un integratore "SLOW RELEASE" ovvero ad effetto protratto che mantiene il senso di sazietà per molte ore. Chi scrive ne ha grande esperienza e lo considera un importante passo avanti nella terapia della obesità. Questo integratore, al contrario di altri, usa prevalentemente zuccheri e quindi non presenta tutti i ben noti rischi degli integratori iperproteici usati in maniera incongrua da alcuni sportivi. Se la terapia con questo integratore viene consigliata da persona esperta i risultati possono essere brillanti

4-terapia chirurgica. Si può usare il "pallone intragastrico", ovvero un pallone che si introduce nello stomaco con un gastroscopio, e che si lascia in quella sede per circa 3 mesi. L' effetto è quello di ridurre fisicamente la grandezza dello stomaco.

   Esiste anche la chirurgia bariatrica, che riduce il volume dello stomaco con diverse tecniche chirurgiche. Si consiglia per le obesità maggiori. Nonostante non goda di buona fama per qualche caso mal gestito che ha poi avuto esito negativo, rimane una procedura importante che in casi di obesità grave può salvare la vita. Ovviamente come tutte le terapie più impegnative richiede esperienza dell' operatore ma sopratutto grande cura nel periodo post-operatorio qundo deve intervenire una equipe costituita almeno da un medico  ed un dietista e sono necessari controlli periodici clinici e di laboratorio

     




       
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