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Apparentemente la risposta è ovvia. In base ai chili in eccesso! La realtà, come vedremo, spesso non è così semplice. Indubbiamente il peso va rapportato all' altezza. Si comprende facilmente che una persona di 70 kg alta 150 cm è molto più obesa di una alta 180 cm. Per legare il peso e la altezza esiste una formula definita Indice di Massa Corporea (IMC o BMI dall' inglese Body Mass Index).

quindi nel caso del soggetto che pesa 70 kg ed è alto 150 cm avremo 70/(1.5) ² =31 e nel caso del soggetto di 180 cm 70/(1.8) ² =21.6 In generale si può definire normale un indice di massa corporea compreso tra 18 e 25, valori tra più di 25 e 29 indicano un soprappeso e valori superiori a 29 indicano obesità seria. L' IMC è però un indice parziale e presenta alcune limitazioni: innanzitutto bisogna precisare che non tutto il grasso è uguale. Il grasso accumulato nell' addome rappresenta un vero motivo di rischio cardiovascolare (infarto, ictus, ipertensione, altre malattie del cuore e dei grandi vasi), mentre quello accumulato in altre sedi pur non essendo auspicabile, rappresenta comunque un pericolo minore.
Per valutare il grado di obesità addominale esistono alcuni tipi di misurazione. Chi scrive ritiene che il più valido sia il rapporto tra circonferenza della vita e circonferenza dei fianchi, che non dovrebbe superare il valore di 0.9 per gli uomini e 0.8 per le donne. Dobbiamo però riflettere sul fatto che il peso corporeo che leggiamo sulla comune bilancia rispecchia un insieme di strutture di cui l' organismo è composto (ossa, organi come il cuore, i reni, il fegato, etc., la muscolatura, il sangue, l'acqua, e solo in parte variabile il grasso). Inoltre il grasso si può dividere per grandi linee in grasso di struttura (buono) ed un "grasso di deposito", che è quello che oggi consideriamo grasso superfluo e fonte di danni. In verità in secoli passati, quando vi erano carestie, la possibilità di accumulare del grasso (di deposito) nei tempi di abbondanza, per usarlo per produrre energia nei tempi di carestia, poteva essere un vantaggio. Nel mondo contemporaneo, in cui generalmente le risorse alimentari non vengono a mancare si continua ad accumulare grasso, che poichè non vi sono carestie finisce per non essere mai utilizzato. Nello schema che segue sono riassunte le principali componenti.
Quindi il peso corporeo da solo non è un buon indice di obesità
Quindi il peso corporeo da solo non è un buon indice di obesità perché è solo la perdita del grasso di deposito che fa dimagrire.
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Obesità addominale (o viscerale) |
Obesità prevalentemente inferiore |
Ad esempio anche se questi soggetti hanno stesso peso e stessa altezza nessuno direbbe che sono ugualmente grassi. È evidente che il soggetto a destra ha molto più tessuto adiposo dell' altro.
La perdita di altre strutture oltre il grasso può essere pericolosa. Nella tabella che segue si descrivono le conseguenze della perdita di ciascuno dei comparti che abbiamo menzionato
| Tessuti ridotti |
Conseguenze |
MuscoloOrgani interni |
Deperimento |
Osso |
Osteoporosi |
Acqua |
Disidratazione |
Grasso di struttura |
Emaciazione |
Grasso di deposito |
Dimagrimento |
Quindi in sintesi se vogliamo porre una diagnosi di obesità dobbiamo almeno: 1-conoscere il peso e l' altezza 2-integrare le due misure con l' indice di massa corporea 3-identificare la quantità di grasso del corpo escludendo il peso dovuto agli altri componenti 4-identificare la localizzazione del grasso con il rapporto vita:fianchi (distinguere il grasso a localizzazione addominale da quello a localizzazione non addominale)
come si fa a distinguere quale tessuto è aumentato? Esistono numerose metodiche: quelle che consentono la visualizzazione diretta del grasso sono la TAC total Body, la RMN total body, la ecografia, la Dexxa. Più interessanti perché eseguibili più facilmente e perché meno costose sono le metodiche indirette, e principalmente i metodi bioimpedenziometrici
Nelle figure che seguono sono riportati i risultati dello studio con uno dei migliori bioimpedenziometri in commercio
 questa figura rappresenta la serie di informazioni che si possono ottenere con uno dei più comuni bioimpedenziometri del commercio.
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