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Il diabete mal curato per molti anni può danneggiare numerosi organi.
I danni più importanti sono descritti nella tabella che segue
vanno chiariti alcuni termini:
Retinopatia significa sofferenza e danno della retina, ovvero
quella membrana posta nel fondo dell'occhio che ci consente di vedere. Un danno
grave della retina può provocare cecità. Attualmente è
divenuto raro rispetto al passato incontrare casi di cecità sia perché
il diabete è curato meglio sia perché la terapia con il laser
può bloccare la evoluzione della malattia. Va comunque detto che il laser
lascia una certa riduzione della acutezza della vista.
Nefropatia significa danno renale che può essere di notevole
gravità e giungere sino alla insufficienza renale che necessita di dialisi.
Attualmente i casi di insufficienza renale si sono ridotti sia per la migliore
terapia, sia perché è possibile fare precocemente la diagnosi
con il dosaggio della microalbuminuria o del rapporto albumina/creatinina (vedi
in seguito) e monitorare meglio la evoluzione con le tecniche ecografiche e
di medicina nucleare. Inoltre un passo molto importante è stata la introduzione
nella cura delle nefropatie dei farmaci ACE-Inibitori e Sartanici.
Neuropatia è una sofferenza del sistema nervoso. Può
colpire i nervi degli arti causando le neuropatie periferiche, sensitivo - dolorose
o motorie, e può colpire il sistema nervoso autonomo provocando le altrettanto
temibili neuropatie autonomiche. Va chiarito innanzitutto cosa è il sistema
nervoso autonomo. Tutti sappiamo che il cuore batte, che l'intestino si contrae,
che la cassa toracica si espande. Tutti questi fenomeni sono governati dal sistema
nervoso indipendentemente dalla nostra volontà, e per tale ragione si
parla di sistema nervoso autonomo. Se prestiamo attenzione ci accorgiamo che
questi fenomeni sono periodici, cioè che hanno una ritmicità:
ad esempio il cuore accelera e rallenta periodicamente, gli atti respiratori
aumentano e diminuiscono ritmicamente nell'arco di un minuto. Inoltre questi
eventi automatici si sincronizzano tra loro e permettono un adattamento alle
situazioni ambientali. Ad esempio il cuore va più veloce se facciamo
uno sforzo, permettendo quindi l'arrivo di una maggiore quantità di
sangue al muscolo in attività e rallenta quando riposiamo. La peridita
di questa sottile regolazione di tutte le funzioni vitali può provocare
danni seri come i disturbi del ritmo cardiaco (neuropatia cardiovascolare) le
irregolarità dell'intestino con diarrea incontrollabile, specie notturna
ed incontinenza fecale (neuropatia gastrointestinale, incontinenza urinaria
e disturbi della erezione (neuropatia del distretto genito urinario), colpo
di calore per disturbi della sudorazione e quindi difficile dispersione del
calore e via dicendo. Una caratteristica clinica di queste neuropatie è
la distribuzione irregolare con marcata sudorazione del tronco ed estremità
inferiori secche (per ulteriori dettagli si veda in seguito).
Il problema della terapia di queste forme è ancora aperto. Attualmente
non disponiamo di terapie sicuramente valide, anche se si può ottenere
un buon miglioramento nelle forme dolorose con farmaci sintomatici. Un nuovo
farmaco, il Fidalrestat, ancora in fase di sperimentazione, sembrerebbe promettente.
Una discussione a parte merita la neuropatia sensitiva degli arti inferiori
perché può indurre insensibilità al dolore. In questi casi
spesso le persone colpite non percepiscono il dolore provocato ad esempio da
una qualunque asperità all'interno della scarpa e si possono bucare
il piede. Talvolta queste ferite si estendono da parte a parte sino a traforare
il piede. Non conosciamo una terapia di queste forme, tranne la prevenzione
che si fa osservando alcune regole riportate in seguito
la figura rappresenta una tipica ulcera neuropatica in un punto di pressione
del piede. Il soggetto non ha mai avvertito dolore. (Vedi foto) - Prevenzione delle ulcere del piede nelle persone affette da diabete mellito e con neuropatia sensitiva periferica - Portare scarpe comode, soffici e prima di usarle controllare che all'interno non vi siano irregolarità che possono danneggiare il piede (es. cuciture) -
Controllare sempre con le mani che nelle scarpe non siano penetrati oggetti pericolosi prima di calzarle -
Cambiare scarpe più volte nella giornata per variare i punti di pressione sul piede -
Usare solette ortopediche se compaiono callosità che indica un cattivo appoggio (esistono degli strumenti appositi per studiare le caratteristiche d'appoggio del piede) -
Indossare scarpe nuove solo per pochissimo tempo al giorno sino ad abituarsi -
Lavare i piedi ogni giorno con sapone neutro, ed asciugare con cura soprattutto nello spazio tra le dita -
Usare creme idratanti almeno un paio di giorni la settimana, ma non tra le dita -
Usare calze pulite e senza lesioni ne cuciture, ed adatte al tipo di scarpa che si calza -
Evitare il fai da te con i calli -
Tagliare le unghie senza andare troppo vicino al letto ungueale sui lati -
Non poggiare mai i piedi su scaldini o stufe -
Non usare mai sandali od altre scarpe aperte, e non girare mai a piedi nudi
Cardiopatia: nelle persone diabetiche è più frequente
e grave la "cardiopatia ischemica" ovvero tutti quei quadri di grave
sofferenza del cuore che vanno dalla angina pectoris all' infarto del miocardio.
Attualmente la terapia medica e quella chirurgica con le varie tecniche di rivascolarizzazione
hanno fatto passi da gigante, ma è ovvio che è più saggio
prevenire la malattia, anche perché l' infarto del cuore può provocare
morte improvvisa prima che si possa intervenire
Vasculopatia.
Significa danno dei vasi, a cui probabilmente contribuisce anche una condizione
di infiammazione, che provoca riduzione del flusso di sangue a vari organi.
Quando la sofferenza colpisce i vasi del cervello si possono avere quadri gravi
tra cui l' ictus o infarto cerebrale. Quando colpisce gli arti inferiori si
può arrivare alla temibile gangrena diabetica con perdita di arti (Vedi foto).
Quando la vasculopatia colpisce i vasi della zona pudenda può portare
od aggravare la disfunzione erettile (riduzione della possibilità di
erezione del membro maschile) anche con questo meccanismo.
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