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Come avviene il processo di gestione della glicemia nell'uomo?
 
 
 
 
 
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Per comprendere la dinamica del diabete è necessario prima comprendere come viene gestita la glicemia nell'organismo non diabetico.
Semplificando possiamo dividere i processi di gestione della glicemia in due situazioni:
1- come viene gestita la glicemia nelle ore successive ai pasti (circa 6 ore)
2- come viene gestita la glicemia durante il digiuno (dopo 6-8 ore dal pasto)

Iniziamo dal punto 1 (controllo della glicemia post-prandiale)
In questo caso il glucosio che abbiamo assunto con il cibo penetra dallo stomaco nel sangue. Contemporaneamente partono dall'intestino alcuni segnali che attivano le cellule beta del pancreas a secernere insulina. Questa insulina permette l'ingresso dello zucchero nelle cellule dell'organismo. Noi soffermeremo la nostra attenzione soprattutto su due organi, la muscolatura ed il fegato (si veda la figura, e per avere una dimostrazione dinamica di quello che accade si possono scaricare le slides in formato .ppt leggibili su power point XP).


In questa diapositiva le due foto della baia servono a simbolizzare la modulazione dell'effetto dell'insulina realizzata dalla sensibilità periferica di cui abbiamo parlato in precedenza (si ricorda che la "sensibilità all'insulina" determina la "resistenza all'insulina" e che entrambi i termini vengono usati in questa rassegna per riferirsi allo stesso concetto). Nella diapositiva si vede anche un aspetto caratteristico del diabete: se non c'è abbastanza insulina attiva, e se la sensibilità insulinica è scarsa (quindi la persona è molto "insulino resistente) il glucosio nel sangue tende ad aumentare ed oltre un certo valore definito "soglia", in genere intorno a 180 mg/dl, passa nelle urine trascinandosi dietro l'acqua. Chi ha il diabete nota una violenta diuresi che segnala un aumento della glicemia.
Un'altra osservazione importante è che il tessuto muscolare ha una grandissima superficie: più è estesa e più consuma zucchero, aiutandoci così a normalizzare la glicemia. Inoltre, se questa estesa superficie viene attivata dal movimento il consumo aumenta ulteriormente. Questa è la base fisiologica della nota osservazione che l'attività fisica, intesa come esercizio regolare che sviluppa il muscolo, e la attivazione del sistema muscolare, ad esempio con una passeggiata dopo un pasto, aiutano a ridurre la glicemia, e quindi a prevenire il diabete in chi è predisposto, ed a ridurre la glicemia in chi è già diabetico.

Nel caso del digiuno la situazione è alquanto diversa: non vi è alcun ingresso di zucchero dall'intestino. Poiché al contrario di quanto abbiamo visto nel periodo post-prandiale non esistono i segnali provenienti dall'intestino, che attivano la secrezione di insulina, l'ingresso di glucosio nel muscolo tende a ridursi, ed il fegato, addirittura, tende ad invertire il flusso: inizialmente libera lo zucchero che aveva accumulato nel periodo post-prandiale, e quando ha esaurito la riserva lo forma dalle proteine. Questo processo è descritto nella figura, e per avere una dimostrazione dinamica di quello che accade si possono scaricare le slides in formato .ppt leggibili su power point XP.


E' estremamente importante notare quindi che nel periodo post prandiale (circa 4-6 sei ore dopo il pasto) la principale ragione della iperglicemia è l'assorbimento intestinale del glucosio (in pratica quanto e cosa abbiamo mangiato) mentre a digiuno la principale fonte di zucchero è il fegato. Per questo motivo coloro che attribuiscono la glicemia del mattino a digiuno ad una abbondante cena della sera precedente stanno in realtà sottovalutando la malattia.
Chi voglia approfondire questo aspetto della malattia può collegarsi al sito www.aida2.org, creato dal Dr. Eldon Lehmann del Royal Bronton Hospital di Londra, che riporta anche importanti contributi di chi scrive.


       
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