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Queste sono  alcune brevi informazioni sul Diabete Mellito, ovviamente incomplete ed estremamente semplificate, ma ci riserviamo di darLe ulteriori chiarimenti in seguito:

 

Cosa è il diabete mellito e cosa è la iperglicemia?

Il Diabete Mellito è una condizione in cui il nostro organismo non usa correttamente gli zuccheri, che normalmente dovrebbe usare come carburante energetico. Per tale motivo gli zuccheri tendono ad accumularsi in eccesso nel sangue.

Normalmente abbiamo circa 100 mg di zucchero ogni 100 cm cubici di sangue (Lei leggerà nelle risposte del laboratorio di analisi "glicemia 100 mg/dl" - un valore assolutamente normale). Se questo valore a digiuno supera i 125 mg/dl parliamo di "iperglicemia". La condizione che provoca iperglicemia si definisca "diabete mellito". Quindi in sintesi il diabete mellito provoca iperglicemia.

           

Con quale meccanismo il diabete mellito provoca iperglicemia?

Normalmente la glicemia viene regolata da una serie di sostanze, che definiamo ormoni, ed in particolare una di queste, l' insulina che viene prodotta nel pancreas. Un breve schema servirà a chiarire meglio questo meccanismo, rappresentato in sequenza

 

1- Pancreas:
    Produce Insulina

2- la insulina agisce spingendo
lo zucchero dentro le cellule per nutrirle

3- lo zucchero penetra nelle cellule

 

 

un blocco in qualunque di questi passaggi provoca iperglicemia perché lo zucchero non penetra più nelle cellule e ristagna nel sangue.

In linea generale si può dire che un danno serio nel punto (1) si definisce Diabete tipo 1, ed è più frequente nei soggetti giovani e magri. Un danno nei passaggi (2) e (3), generalmente associato ad un danno minore al punto (1) si definisce diabete mellito tipo 2, ed è più frequente in soggetti obesi di età superiore ai 40-50 anni

 

Quali danni provoca il diabete?

Sappiamo che l'aumento della glicemia, se non viene curato adeguatamente, può provocare molti danni, alla vista, ai reni, al cuore, alle arterie, alla rete nervosa che serve a proteggerci ed a regolare tutte le attività automatiche necessarie alla sopravvivenza, come la respirazione od i battiti del cuore

 

Si può curare il diabete ?

Certamente si! Possiamo normalizzare la glicemia e quindi impedire che si creino i danni, e possiamo anche curare i danni una volta che si sono verificati. Ovviamente il nostro scopo è quello di impedire che i danni compaiano

 

Il diabete va curato per tutta la vita?

La risposta attualmente è si, anche se è molto probabile che nella prima metà di questo secolo si possa giungere ad una cura definitiva.

 

Quali sono i valori di glicemia che dobbiamo considerare normali?

Si possono considerare normali valori di 80-120 mg/dl a digiuno, e di 120-160 due ore dopo la fine dei pasti. Comunque questi valori possono variare a seconda dell'età e delle condizioni generali, e vanno decisi individualmente per ogni persona da un diabetologo esperto

 

Cosa è la emoglobina glicosilata?

La emoglobina glicosilata, nota anche come HbA1c, è una sostanza presente nel sangue il cui valore indica grossolanamente la media delle glicemia degli ultimi 2-3 mesi. Con le migliori metodiche di laboratorio (HPLC) il valore di questa sostanza non dovrebbe superare il 5.5 - 6%.  Una formula piuttosto rudimentale per risalire dal valore della HbA1c alla glicemia media è:

valore di HbA1c x 33.3 - 86

comunque molte condizioni possono interferire con il dosaggio della HbA1c, ed è meglio lasciare la valutazione al diabetologo. In linea di massima il valore della HbA1c non dovrebbe superare il 7.2%

 

Quali sono le cure per normalizzare la glicemia?

Le cure principali sono la dieta, la attività fisica, le compresse, l'insulina. Nelle forme più lievi è sufficiente attenersi ad una dieta (attenzione non esiste un diabete alimentare, però la dieta è una delle cure principali di questa come di molte altre malattie), ed incrementare la attività fisica. L'uso di insulina è indispensabile nel tipo 1

Le novità del 2006

nell'anno 2006 dovrebbero comparire sul mercato due farmaci importanti, l'analogo del GLP-I ed il Rimonabant.

L'analogo del GLP-I è una sostanza ormonale che normalmente viene prodotta a livello intestinale quando mangiamo e serve a stimolare la produzione di insulina dal pancreas ed a facilitarne la attività sui tessuti periferici. Oltre a queste azioni che sono comuni ad altre molecole in commersio il GLP-I sembra che possa stimolare la ricrescita delle cellule beta del pancreas che producono insulina. Questa molecola è già sul mercato negli Stati Uniti con il nome di Byetta

Il Rimonabant è invece una molecola con doppia azione: riduce l'appetito nei centri cerebrali ed agisce sul grasso viscerale che come noto è una delle cause principali delle malattie cardiovascolari e del diabete.

 

 


       
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