|
La scoperta di noduli della tiroide è divenuta un fenomeno molto frequente con la diffusione della ecografia. Mentre la scoperta di un nodulo della tiroide desta comprensibile preoccupazione fortunatamente la maggior parte di questi noduli si rivelano assolutamente innocui. I noduli possono essere normofunzionanti (quando funzionano come il tessuto tiroideo normale), iperfunzionanti (quando funzionano più del tessuto tiroideo normale) ed ipofunzionanti quando funzionano ImenoI del tessuto tiroideo normale. Generalmente i noduli iperfunzionanti non destano grande preoccupazione per quanto concerne la possibilità di essere o divenire neoplasie maligne, ma non è una regola assoluta. Piuttosto questi noduli possono causare ipertiroidismo. I noduli ipofunzionanati o non funzionanti possono essere semplicemente delle cisti.
La procedura corretta da seguire per valutare uno o più noduli della tiroide non è del tutto definita, e varia a seconda dei casi e della esperienza dell’ endocrinologo. In linea generale si possono indicare le numerose tecniche che aiutano nella diagnosi:
ecografia: è il metodo più usato. È molto importante chiarire che la ecografia è un ottimo metodo per definire la forma del nodulo, ma non dice sostanzialmente nulla sulla sua funzionalità (ovvero se è normo, iper od ipofunzionante). La ecografia è molto utile per individuare i noduli e seguirli nel tempo, ma non molto per capire la loro natura. Unica eccezione sono le cisti che spesso sono perfettamente riconoscibili e si possono svuotare con una normale siringa.
ecocolordoppler della tiroide. Questa tecnica consente di valutare la presenza di vasi sanguigni dentro la tiroide. Sempre in linea generale si può dire che quando un nodulo non è vascolarizzato non rappresenta un grande rischio perché è sostanzialmente un tessuto non vitale, mentre quando è vascolarizzato è comunque necessario proseguire con le indagini. Ovviamente la decisione finale va presa da un endocrinologo esperto.
Captazione della tiroide: è un esame funzionale in grado di dire quanto la tiroide è in grado di captare e trasformare lo iodio in ormone. Il suo valore principale è nella diagnosi delle tiroidite ed anche nell’ individuare gli stati di sofferenza della tiroide che possono facilitare la comparsa di noduli
Scintigrafia della tiroide: questa metodica consente di tracciare una “mappa del funzionamento della tiroide” e di dividere i noduli in normo- iper- ed ipofunzionanti. Ultimamente ha perso molto interesse a favore della ecografia, ma chi scrive ritiene che abbia ancora molta importanza nella diagnostica dei noduli tiroidei
Agobiopsia della tiroide (ormai quasi esclusivamente guidata dalla ecografia: è una indagine semplice ed innocua su cui esistono ancora molti pregiudizi ingiustificati). La agobiopsia ecoguidata consiste nel raggiungere il nodulo con un ago sottile introdotto nella cute soprastante la lesione ed aspirare alcune cellule che verranno poi esaminate da un istologo. In genere questo esame è utilissimo per fare la diagnosi e guidare la terapia.
|